Decisione dell’ultimo minuto, gita in Polonia
- on 02.10.10
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Per questo agosto avevo deciso di starmene a casa e godermi un pò il mare di qua, però giusto una settimana prima dell’inzio delle ferie l’anima di “vagabondo nato per correre” ha preso il sopravvento, ho cercato sul sito skyscanner se esisteva ancora qualche volo a prezzo basso e ho trovato un prezzo abbordabile per Wroclaw, ci ho pensato un pò su e poi mi son messo a leggere qualcosina sulla Polonia su internet. Quello che ho trovato mi ha convinto, ho proposto l’idea al mio amico Massimo che ha accettato e abbiamo prenotato. Onestamente son partito con qualche dubbio, una parte di me pensava che in fondo in Polonia non ci sarebbe stato niente di che da vedere… beh quella parte è stata completamente smentita dal viaggio.
23/8
Partenza di buon mattino (alle 5 da Savona) con destinazione Bergamo, volo Wizz Air con partenza alle 8,35 per Varsavia. Parcheggiamo al solito posto (gratis) vicino all’Orio Center e arriviamo in aeroporto giusto per imbarcarci (grande invenzione il check in on line per chi ha solo bagaglio a mano). Il primo problema che pensavo di dover affrontare viene superato alla grande. Già perchè al momento della prenotazione del volo avevo sbagliato a indicare il nome, avevo messo Alessando anzichè Alessandro. Per evitare problemi all’imbarco avevo provato due volte a chiamare il call center (un numero 899 costo 1 euro al minuto con massimo di spesa 15 euro), esperienza che sconsiglio a chiunque, dopo quindici minuti di musichetta cade la linea, non riesci a parlare con nessuno e in più ti partono 15 euro a telefonata. Mi ero presentato quindi all’imbarco agguerrito e pronto a protestare e lamentarmi se mi avessero fatto difficoltà; peraltro con mia sorpresa nessuno ha minimamente pensato a controllarmi i documenti, solo la carta di imbarco…meglio così. Decollo puntuale, volo perfetto e atterraggio puntuale all’aeroporto Chopin di Varsavia. Da qui prendiamo il tram n. 175 diretto in centro e scendiamo all’Hotel Campanile prenotato su booking (camera doppia 99 Pln). Posiamo gli zaini e ci avviamo verso il centro, 15 minuti a piedi dall’hotel. Sulla via verso il centro svetta sulla sinistra il Palazzo della Cultura e della Scienza e degno di nota è anche il centro commerciale poco lontano, anzi più che il centro commerciale il suo spettacolare tetto in vetro. Proseguendo si arriva a un incrocio con una palma in centro, opera dell’artista Joanna Rajkowska. Nata come installazione temporanea nel 2003 è diventata un importante punto di riferimento e non è stata più rimossa. Da qui si gira a sinistra nella splendida Nowy Swiat che ci introduce nella zona pedonale di Varsavia, la zona vecchia. Lungo la Krakowskie Przedmiescie ci imbattiamo nella chiesa della Santa Croce, dove è conservato il cuore di Fryderyk Chopin. La zona pedonale inizia in Plac Zamkowy dominata dalla Colonna di Sigismondo e dal Palazzo Reale. Pur se totalmente ricostruita dopo i disastri della seconda guerra mondiale la zona vecchia è molto carina, anche se non molto estesa. Il cuore della zona è la Piazza del Mercato (Rynek), da cui partono tante piccole vie e vicoletti che regalano angoli molto suggestivi. Una di queste porta al Barbacane la struttura difensiva che protegge l’accesso alla città vecchia. Dopo una passeggiata sulle mura ci dirigiamo al Giardino Sassone con le sue 21 statue delle muse e delle virtù, la sua bella fontana e la meridiana e successivamente al Park Lazienkowski la cui attrazzione maggiore è si curamente il laghetto con il palazzo sull’acqua. All’interno del parco troviamo pavoni ben felici di farsi fotografare e bei scoiattoli rossi un pò meno disponibili. Finito il giro del parco decidiamo di vedere la città dall’alto e quindi saliamo al terzo piano del Palazzo della Scienza e della Cultura, proprio quando le prime luci delle insegne iniziano ad accendersi. La vista merita sicuramente. Si fa sera e lo stomaco reclama; per cena scegliamo un posto molto carino chiamato Pierrogeria, nei pressi del Barbacane, qui i prezzi son un pò più alti della media, ma si mangia davvero bene. Una zuppa la cui traduzione in inglese del menù dice “non siamo in grado di tradurvi tutti gli ingredienti ma fidatevi, è deliziosa” attira subito la mia attenzione, la zuppa è davvero buona anche se non capiamo bene cosa ci sia dentro, sicuramente wurstel e uova e forse patate. Poi prendiamo un piatto di pierogi al forno ciascuno, davvero buoni. Il tutto accompagnato da buonissima birra. La spesa si aggira sui 15 euro a testa, ma merita davvero. Un ultimo giro notturno per la città vecchia e poi a nanna che domani ci aspetta il treno per Cracovia.
24/8
Il treno per Cracovia parte puntuale alle 9,15 (prezzo 220 Pln), il viaggio dovrebbe durare circa due ore, ma in realtà arriviamo con un pò di ritardo. Cracovia ci accoglie con la pioggia, vabbè… appena arrivati ci dirigiamo verso l’Hotel Wyspianski (prenotato su hotelsclick.com, costo 77 euro una camera doppia per due notti), posiamo i bagagli e decidiamo, visto il tempo, di andare a visitare le minire di sale di Wieliczka. Esistono varie visite organizzate dai vari uffici turismo di Cracovia, ma sicuramente conviene il fai da te, visto che le miniere son raggiungibili con un’ora circa di autobus di linea. L’unico accorgimento che suggerisco è quello di fare un passo in un ufficio turismo per informarsi sugli orari delle visite con guida in italiano. L’autobus che porta alla miniere è il 304, parte da una via vicino alla stazione, il biglietto si può acquistare a bordo, dalla macchinetta vicino alla fermata oppure in un chioschetto lì vicino e costa 3 PLN. La visita alle miniere costa 65 PLN con guida in italiano (più 10PLN per poter fotografare). Il posto merita sicuramente. Il percorso si snoda tra varie sale e la spiegazione della guida è puntuale e precisa. A me ha colpito tantissimo la cappella di Santa Cuengonda, scavata all’interno della miniera, una vera perla! La visita dura circa due ore. Poi volendo si può fare un’ulteriore di visita a quello che loro chiamano il museo, in realtà è un’ulteriore escursione in altre zone della miniera, qui spicca sicuramente la sala della musica, una sala dove con un’acustica perfetta fanno sentire pochi minuti di un brano di Chopin. Usciti dalla grotta ci accoglie un bel sole, riprendiamo l’autobus verso il centro e abbiamo anche l’opportunità di goderci un gran bel tramonto. Due passetti per il centro e tra i molti locali colpisce la nostra attenzione un altro posto molto carino, l’insegna esterna porta la scritta Zapiecek, all’interno il posto invece è chiamato Pierrogarnia. I prezzi qui sono bassissimi, un piatto di pierogi costa 10 PLN, si può mangiare in uno dei tavolini all’aperto nel dehor lungo la via pedonale e terminare la cena con un buonissimo nalesniki z serem (dolce da provare sicuramente). Il posto è molto carino, i prezzi bassi ma c’è un difetto, non servono birra, solo acqua o coca. Un nuovo giretto in centro con qualche foto di paesaggi notturni chiude la nostra prima giornata a Cracovia.
25/8
Oggi la giornata è interamente dedicata al giro della città. L’itinerario lo iniziamo dal Barbacane, da qui percorriamo tutta Florianska (è mattino e la via e tranquilla, ci ripasseremo poi nel pomeriggio, con tutti i negozi aperti, e tantissimi artisti di strada che danno spettacolo), fino ad arivare a Rynek Glowny, la piazza principale, che pare che sia la piazza medievale più grande d’Europa. La piazza è circondata da bellissimi palazzi e al suo interno spiccano la basilica dedicata a Maria, il Palazzo dei tessuti, oggi elegante mercato ricco di bancarelle e la Town Hall Tower. La Basilica è visitabile a pagamento, peraltro esiste anche un’entrata per i fedeli. Molti turisti usano quest’entrata, e anche noi. Si vedono le stesse cose, solamente da un pò più lontano. La caratteristica principale della cattedrale è sicuramente il fatto che le due torri son differenti per stile e altezza. Quella di sinistra è più alta. Da questa torre ogni ora si alza un suono di tromba interrotto: si tratta dell’hejnal, che commemora la presa di Cracovia da parte dei Tartari nel XIII sec. Il nostro giro prosegue in direzione Wawel, la collina dove si trovano il castello omonimo e la cattedrale. Poco dopo aver aver lasciato la piazza principale meritano sicuramente una visita le chiese della Santissima Trinità , sulla sinistra, e di San Francesco sulla destra, con il suo bellissimo interno e le sue vetrate progettate da Stanislw Wyspianski. Ancora qualche metro e Ulica Grodzka ci conduce alla Cattedrale dei santi Pietro e Paolo, una chiesa gesuita ultimata nel 1622 con al suo esterno un’imponente fila di statue a grandezza naturale dei 12 apostoli. Dopo aver visitato la chiesa attraversiamo una piccola piazzettina e troviamo Ulica Kanonicza, qui ai numeri 19-21 c’è quella che era stata la residenza di Giovanni Paolo II, oggi museo diocesano. Giunti alla fine della via troneggia la collina del Wawel con il castello e la cattedrale. Visitiamo subito la cattedrale, l’ingresso è gratuito, e dopo aver girovagato un pò per la collina, aver fatto un pò di foto al panorama, da qui si gode una bella vista sulla Wisla, visitiamo la torre campanaria, a pagamento (10 PLN). Da qui oltre a una bella veduta della città vecchia dall’alto, si può anche ammirare varie campane, tra cui Zygmunt, la più grande della Polonia. Il suo peso è di circa undici tonnellate e pare che il suo suono si possa sentire da 50 km di distanza. La leggenda narra che il celibe in cerca di moglie che accarezza il suo battacchio si sistemi entro qualche mese. Nel biglietto son compresi anche l’entrata al museo della cattedrale e la visita alle cripte. Proprio nella zona delle cripte la parola “Professore”, detta da una guida in italiano ma con accento straniero mi fa sobbalzare e mi fa pensare a qualcuno di speciale (se qualche Blood Brother leggerà capirà). Secondo la leggenda la collina del Wawel era un tempo abitata da un drago, Smok Wawelski, che si divertiva terrorizzando la popolazione. Fu il leggendario fondatore della città, re Krak a sconfiggerlo con uno stratagemma, riempì un agnello di zolfo e catrame e lo lasciò all’entrata della caverna del drago. Smok lo mangiò e finì per esplodere. La ceverna di Smok è oggi visitabile per 3 PLN; diciamo che a prima vista non sembra niente di più che una normale grotta, è comunque un modo alternativo per scendere dal Wawel fino alla riva della Wisla. All’uscita della grotta una statua di Smok di bronzo emette a intervalli più o meno regolari una fiammata. Percorriamo il lungofiume che ci porta dritti nel quartiere ebraico Kazimierz. Qui visitiamo la vecchia sinagoga e seguiamo il percorso proposto da Krakow in your pocket, una guida gratuita di Cracovia che abbiamo preso alla reception dell’hotel, molto utile e completa. Nel tardo pomeriggio rientriamo in Rynek Glowny dove su un palco si alternano commedie, balletti e concerti di musica popolare polacca. Facciamo un pò di acquisti alle bancarelle dei vari artigiani disseminate lungo la piazza, un altro giretto per l’isola pedonale e poi per la cena scegliamo uno dei tanti ristoranti presenti sulla piazza, Gospoda U Zdzicha, sicuramente il meno turistico di tutti. Qui mangiamo bene e ancora una volta spendiamo davvero poco. Un ultimo giro di Cracovia ormai illuminata dalle luci della notte ci porta in Plac SzcZepanski dove è d’obbligo vedere una bellissima fontana coi suoi giochi di luce.
26/8
Oggi io e Massimo ci dividiamo. Io ieri ho prenotato una visita guidata ad Auschwitz e Birkenau, 90 PLN visita in inglese, partenza alle 8 da Plac Matejki. Massimo invece si dedica alla visita del castello del Wawel che ieri abbiamo saltato. L’atmosfera dei campi è spaventosa e sicuramente ti lascia qualcosa di forte dentro. Confesso che a parte qualche nozione scolastica ero abbastanza ignorante sul’argomento, la visita è stata davvero esaustiva e interessante. La consiglierei a chiunque. Ai due campi si può accedere gratuitamente, si possono raggiungere da Cracovia sia con l’autobus che col treno, peraltro secondo me è preferibile una visita guidata. All’interno del museo di Auschwitz sono conservati ancora gli oggetti che venivano sottratti ai deportati, al suo ingresso una targa con una frase del filosofo George Santayana avverte “The one who does not remeber history is bound to live through it again. La visita dei due campi dura alcune ore, si passa dal terreno dove sorgevano le fabbriche alle agghiaccianti camere di punizioni ai forni crematori. Durante il viaggio di andata in autobus viene mostrato un dvd che racconta la vita ai campi e le fasi della liberazione russa. Durante il ritorno mille pensieri si affollano per la mente e il silenzio regna sovrano sull’autobus. Ci rivediamo con massimo alle 16, l’appuntamento ce lo siamo dati in Rynek Glowny dall’Eros Bendato, la gigantesca testa in bronzo che troneggia all’angolo destro della piazza. Girovaghiamo ancora un pò per la piazza, per Florianska e poi ci dirigiamo verso la stazione. Alle 17,55 ci aspetta il treno per Breslavia (38 PLN il biglietto). In realtà siamo noi a aspettare lui visto che arriverà e partirà con un’ora di ritardo. Per la cena facciamo la spesa dal Carrefour nella galleria commerciale attaccata alla stazione. Arriviamo a Breslavia intorno alle 22,30, l’hotel Piast (prenotato su Booking a 99 PLN la camera doppia) è a pochi metri dalla stazione, molliamo gli zaini e facciamo due passi in centro. Non abbiamo una mappa (all’hotel le avevano finite), di gente in giro ce n’è poca e così decidiamo di rientrare.
27/8
Breslavia è una città da non perdere, un piccolo gioiellino. Si gira a piedi in un giorno. Pare che sia considerata la Venezia polacca per i tanti canali e ponti che l’attraversano. E’ bagnata dal fiume Oder. Simbolo della città sono gli gnomi che portano con loro un significato politico. Agli inizi degli anni ‘80 gli slogan anticomunisti scritti sui muri dal movimento di opposizione polacco, venivano cancellati per ordine delle autorità governative, così al loro posto iniziarono ad apparire graffiti di gnomi. Oggi la città è disseminata di statuine di piccoli gnomi. In centro è possibile acquistare la mappa ufficiale (Krasnoludkowej Mapy Wrocławia) con l’indicazione della posizione di tutti gli gnomi. Se inizierete questa divertente “caccia al tesoro” potrete farvi timbrare la mappa per dimostrare di averli visti tutti. Scendendo dal nostro hotel verso il centro la nostra attenzione è attirata dal Wroclawski Teatr Lalek, anzi più che altro dalla piccola fontana “abitata” dai primi gnometti che incontriamo nel nostro giro. La nostra passeggiata prosegue fino ad arrivare a Rynek, la piazza principale al cui centro è situato il Ratusz, il municipio. Anche qui come e forse più che a Cracovia la piazza è contornata da splendidi palazzi. Breslavia a piedi si gira benissimo, seguiamo le indicazioni dateci al tourist office, passiamo davanti all’Università e ci addentriamo all’interno della Sala del Mercato. Attraversiamo l’Oder e dopo aver visitato la bellissima chiesa di Santa Maria sulle sabbie arriviamo alla Cattedrale di S. Giovanni Battista. Qui è d’obbligo la visita del campanile da cui si gode un’ottima vista della città dall’alto. Visto che nelle varie guide abbiamo letto di quanto sia importante la Sala del Centenario del Forum prendiamo l’autobus n. 2 e andiamo a visitarla. L’entrata è a pagamento e mi sento di sconsigliarla vivamente, non sarò un esperto di architettura, ma non noto nessuna differenza tra questa costruzione e un normale palazzetto dello sport. Quello che invece merita sicuramente è il parco con al centro la grossa piscina con fontane posto all’esterno del forum. Siamo fortunati perchè mentre stiamo per andare via alle 14 in punto nell’aria si alza una musica classica e dalle fontane iniziano una serie di giochi d’acqua spettacolari. Il tutto va avanti per circa venti minuti. Mi chiedo se di sera i giochi d’acqua sono anche illuminati. Tornati in centro, attraversiamo a piedi il Most Grunwald, il ponte sospeso più grande della Polonia, e ci dirigiamo verso una delle ultime mete del nostro viaggio, Panorama, un dipinto di forma circolare, da qualche parte ho letto dipinto in 3d, che mi incuriosiva molto. Peccato che l’entrata al museo sia a gruppi di numero chiuso ogni 30 minuti. Il nostro turno sarebbe stato dopo un’ora, troppo tardi visto che l’aereo del ritorno incombeva. Con il rammarico per la mancata visita e sotto una pioggia battente torniamo verso la piazza centrale, passiamo a dare un’occhiata al monumento che ricorda l’entrata in guerra (incrocio tra Ul. Swidnicka e Ul. Pilusdskiego), ritorniamo in albergo, recuperiamo gli zaini e prendiamo l’autobus n. 406 in direzione aeroporto. Così come all’andata il ritorno fila via liscio, volo Ryan Air che arriva a Bergamo addirittura con dieci minuti di anticipo.
A completamento ecco i giudizi del mio amico Massimo sugli alberghi:
Hotel Campanile di Varsavia: ottimo, è solo un due stelle ma non lo dimostra, la qualità del servizio è senz’altro da hotel a tre stelle, chissà, magari i gestori potrebbero averlo voluto declassare per motivi fiscali, come a volte accade in italia.
Hotel Wyspianski di Cracovia: ricco e soddisfacente il buffet della prima colazione, l’hotel però, benché sia un tre stelle, non è all’altezza del Campanile di Varsavia, stanza piccola, bagno microscopico e nessun servizio degno della categoria indicata, insomma siatuazione rovesciata rispetto a varsavia, questo sembra più un due stelle che un tre stelle.
Hotel Piast di Wroclaw (Breslavia): La camera è spaziosa ma dormire come si deve su quei letti è impresa ardua, inoltre in questo hotel bisogna accontentarsi, pare non sia prevista, infatti la prima colazione in albergo e non ci sono i bagni in camera, ci sono comunque due bagni al piano con docce, li abbiamo trovati sempre puliti.